appena in tempo prima che inizi ufficialmente l’autunno, occorre decidere se questo 2010 abbia avuto un disco dell’estate, e quale - la scelta cade facilmente su Big Echo dei Morning Benders, che presenta tutti i requisiti necessari al caso (a partire dalla copertina). se al loro esordio li si poteva accostare agli Shins, con questo nuovo disco è un altro il paragone che viene subito in mente, tanto preciso che non è poi una gran sorpresa scoprire che è Chris Taylor, dei Grizzly Bear, a occuparsi qui della produzione. Big Echo ha però un problema: i pezzi, quelli che rendevano Veckatimest uno dei migliori dischi dell’ultimo decennio, i Morning Benders non li scrivono tutti così bene - centra in pieno il punto in sede di recensione drowned in sound (sito che promuove troppo ma boccia sempre con criterio), scrivendo che “a lot of what is good about the LP comes from savvy production rather than actual song-writing”. eppure quel modo di vestire canzoni deboli è semplicemente perfetto per l’estate, ma soprattutto, quando la canzone invece c’è tutta, è di quelle che valgono una carriera, o almeno una stagione.
