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esce con una coproduzione tra Bloody Sound Fucktory, Wallace Records e Town Tone Records, il secondo album solista di Mattia Coletti, nome attivissimo nell’underground italiano degli ultimi dieci anni, con i due dischi pubblicati dal progetto noise/math-rock Sedia, in coppia con Xabier Iriondo nel lavoro omonimo del duo Polvere, oltre che dietro al mixaggio di molti album, ultimo in ordine di tempo Wild, il nuovo lavoro di Above The Tree di cui abbiamo parlato pochi giorni fa.

un musicista e la sua chitarra: The Land è un lavoro che fa della semplicità disarmante il suo punto di forza e la sua apparente debolezza. una sei corde è sufficiente per fare praticamente qualsiasi cosa, e se possiamo trovare - nella speranza che una serie di esempi siano utili a chiarire un’idea piuttosto che a creare confusione - un approccio umorale e descrittivo negli album di A Child Of a Creek, o al contrario un percorso narrativo nella musica di Egle Sommacal, con la costante produzione di nuovi eventi, che catturano e trascinano con sè l’ascoltatore, ciò a cui sembra fare più attenzione #Mattia Coletti, che fa uso di un linguaggio più astratto e cerebrale, è l’effetto della lunga reiterazione delle stesse strutture combinata ai piccoli scarti (Greta, in streaming qui sotto), o ai bruschi cambi di tempo (la stordente ma delicatissima Ghost West).

il centro della questione: è un lavoro a cui concedere molto più di quel poco che sembra pretendere - così facendo finirete probabilmente per farvi accompagnare a lungo dalla stimolante elettrica quiete degli otto brani di The Land, se non proprio a consumarli letteralmente nel vostro lettore cd.
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esce con una coproduzione tra Bloody Sound Fucktory, Wallace Records e Town Tone Records, il secondo album solista di Mattia Coletti, nome attivissimo nell’underground italiano degli ultimi dieci anni, con i due dischi pubblicati dal progetto noise/math-rock Sedia, in coppia con Xabier Iriondo nel lavoro omonimo del duo Polvere, oltre che dietro al mixaggio di molti album, ultimo in ordine di tempo Wild, il nuovo lavoro di Above The Tree di cui abbiamo parlato pochi giorni fa.

un musicista e la sua chitarra: The Land è un lavoro che fa della semplicità disarmante il suo punto di forza e la sua apparente debolezza. una sei corde è sufficiente per fare praticamente qualsiasi cosa, e se possiamo trovare - nella speranza che una serie di esempi siano utili a chiarire un’idea piuttosto che a creare confusione - un approccio umorale e descrittivo negli album di A Child Of a Creek, o al contrario un percorso narrativo nella musica di Egle Sommacal, con la costante produzione di nuovi eventi, che catturano e trascinano con sè l’ascoltatore, ciò a cui sembra fare più attenzione #Mattia Coletti, che fa uso di un linguaggio più astratto e cerebrale, è l’effetto della lunga reiterazione delle stesse strutture combinata ai piccoli scarti (Greta, in streaming qui sotto), o ai bruschi cambi di tempo (la stordente ma delicatissima Ghost West).

il centro della questione: è un lavoro a cui concedere molto più di quel poco che sembra pretendere - così facendo finirete probabilmente per farvi accompagnare a lungo dalla stimolante elettrica quiete degli otto brani di The Land, se non proprio a consumarli letteralmente nel vostro lettore cd.

  • 15 Gennaio 2012
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