giornalista musicale, conduttore radiofonico, fondatore dell’etichetta Pandemonium Records e del collettivo Strings Of Consciousness, Philippe Petit è attivissimo anche come musicista - dalle nostre parti potreste ricordarlo per la collaborazione con Chapter 24 per l’album The Red Giant Meets The White Dwarf, pubblicato dall’etichetta italiana Boring Machines. questo suo nuovo lavoro Oneiric Rings On Grey Velvet esce invece per Aagoo Records domani, 31 Gennaio, ed è il primo di una trilogia intitolata Extraordinary Tales Of A Lemon Girl.

ispirata (d)al giallo all’italiana, (d)alle avventure narrate da Omero, Lewis Carrol e James Joyce, così come (d)alle composizioni di autori classici come Holst, Berlioz e Shostakovich, la musica di Philippe Petit si muove sempre tra la colonna sonora per film immaginari e la dimensione onirica evocata già dal titolo o dalla copertina del disco. gli otto movimenti di cui si compone sono inegualmente divisi, come tema e sonorità: i primi tre pieni di malinconia elettroacustica, con toni scuri ma un andamento brillante e quasi giocoso - potremmo ancora essere in un sogno di Tim Burton, o se preferite di Roger Corman - mentre nei successivi cinque sono gli elementi orchestrali ad emergere con sempre maggiore decisione, creando un’atmosfera drammatica ed una suspense che si risolvono solamente nel climax finale, al termine di un viaggio che potrebbe essere invece uno dei peggiori incubi di David Lynch.

giornalista musicale, conduttore radiofonico, fondatore dell’etichetta Pandemonium Records e del collettivo Strings Of Consciousness, Philippe Petit è attivissimo anche come musicista - dalle nostre parti potreste ricordarlo per la collaborazione con Chapter 24 per l’album The Red Giant Meets The White Dwarf, pubblicato dall’etichetta italiana Boring Machines. questo suo nuovo lavoro Oneiric Rings On Grey Velvet esce invece per Aagoo Records domani, 31 Gennaio, ed è il primo di una trilogia intitolata Extraordinary Tales Of A Lemon Girl.

ispirata (d)al giallo all’italiana, (d)alle avventure narrate da Omero, Lewis Carrol e James Joyce, così come (d)alle composizioni di autori classici come Holst, Berlioz e Shostakovich, la musica di Philippe Petit si muove sempre tra la colonna sonora per film immaginari e la dimensione onirica evocata già dal titolo o dalla copertina del disco. gli otto movimenti di cui si compone sono inegualmente divisi, come tema e sonorità: i primi tre pieni di malinconia elettroacustica, con toni scuri ma un andamento brillante e quasi giocoso - potremmo ancora essere in un sogno di Tim Burton, o se preferite di Roger Corman - mentre nei successivi cinque sono gli elementi orchestrali ad emergere con sempre maggiore decisione, creando un’atmosfera drammatica ed una suspense che si risolvono solamente nel climax finale, al termine di un viaggio che potrebbe essere invece uno dei peggiori incubi di David Lynch.

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